Programma Ritorno ad Itaca

20/3/2012 – Prima tappa: LA PARTENZA ovvero l’addio al mondo ordinario.
 
L’eroe lascia il mondo che conosce per cominciare un viaggio che lo fa entrare in un “altro mondo”.  Presa di coscienza dei propri limiti (tallone di Achille, Demone), riluttanza al cambiamento e rifiuto. Riconoscimento degli automatismi e degli schematismi che hanno condizionato e ostacolato fino a questo momento il cammino.
Partenza da Itaca“Ascolta, ti ricordi quando venne la nave del fenicio a portar via me, con tutta la voglia di cantare gli uomini, il mondo, e farne poesia... Con l'occhio azzurro io ti salutavo con quello blu io già ti rimpiangevo e l'albero tremava e vidi terra, i greci, i fuochi e l'infinita guerra...  Li vidi ad uno ad uno mentre aprivano la mano e mi mostravano la sorte come a dire: "Noi scegliamo, non c'è un dio che sia più forte".  E l'ombra nera che passò ridendo ripeteva: "no..no…!."

3/4/2012 –Seconda tappa:  PREPARAZIONE AL GRANDE CAMBIAMENTO ovvero il varco della Soglia.
Si propone la sfida, l’obiettivo ed il percorso. Individuazione della meta concreta da raggiungere.  Impegno a cambiare e richiamo dell’avventura. Superamento della resistenza e rottura degli schemi attraverso l’aiuto di alcuni strumenti terapeutici: il Mentore interiore, la resa e la  rinuncia.
Come l’involucro del seme deve annullarsi, marcire nel terreno per permettere alla pianta di germogliare e di crescere, allo stesso modo l’Io si deve “fare da parte”, deve sacrificarsi per permettere al progetto originario del Sé di manifestarsi ed esprimersi concretamente, utilizzando la forza della Voluntas.
L’esercizio della Volontà(Mentore Interiore). La Volontà non si studia, ma si esperimenta, si allena, si rafforza. Noi tutti abbiamo una Volontà, ma spesso non lo sappiamo e non la utilizziamo, se non sporadicamente. Siamo capaci di scendere nelle profondità dell'oceano e di lanciarci nello spazio, ma siamo ignoranti di quanto avviene in noi stessi; controlliamo grandi masse di energia elettrica con il movimento di un dito, ma siamo incapaci di gestire le nostre emozioni, impulsi e desideri.  Un crescente senso di disagio e di inadeguatezza scaturisce quindi dalla sproporzione tra "i poteri esterni" e "i poteri interni" dell'uomo. La Volontà è un Potere.

17/4/2012 - 4/5/2012 – Terza e quarta tappa:  PREPARAZIONE AL GRANDE CAMBIAMENTO ovvero l'inventario e l’esperienza dell’agguato
In queste due tappe la determinazione dell’Eroe viene sollecitata e messa alla prova dalla scoperta di figure nemiche (persone, situazioni o esperienze vissute come tali dall’Io) e  da aspetti sconosciuti della sua personalità (Ombra). Incontro con la rabbia, la paura e il rifiuto di sé  e l’esperienza dell’agguato.
L’essere umano tende a prendere tutto sul piano personale e se gli viene fatto qualcosa lo vive con un senso di ingiustizia, e questo crea un veleno emotivo che si esprime attraverso la tristezza, la gelosia e la paura. Tutto questo porta a ferire gli altri, nel momento in cui la ferita viene attivata da una parola, un’azione, un gesto. Quando questo accade si hanno il giudice, la vittima ed il sistema di credenze che formano un unico parassita nella nostra mente. Il parassita è un essere vivente fatto di energia eterica che per sopravvivere si deve nutrire delle emozioni negative prodotte dal cervello. Sono le emozioni provocate dalla paura, dalla rabbia, dalla gelosia, dalla tristezza, dalla depressione e dal sentirsi vittima.
L’unico modo per resistere alla coercizione del parassita è accorgersi che esiste, perché inevitabilmente le nostre emozioni negative favoriscono il crearsi di situazioni atte a mantenerci ancora di più in uno stato di disagio e di svuotamento energetico.
I due strumenti principali per sviluppare la Padronanza della Trasformazione sono l’agguato e l’inventario (ricapitolazione).
L’inventario è legato al passato, è la capacità di usare la memoria per andare nel passato e sistemare le situazioni insolute.
L’agguato è legato al momento presente, è l’arte del libero arbitrio, delle scelte e del rischio. E’ la capacità di cercare di essere sempre nel momento presente.

15/5/2012  - 29/5/2012 – Quinta e sesta tappa:  LA PROVA CENTRALE  ovvero  la nascita dell’Autocoscienza e l’uso della Spada
Due tappe di svolta: è’ il momento dello smascheramento del “falso Self”, dell’individuazione del “vero  Self” e della nascita dell’auto-coscienza: usa ciò che sei e diventa ciò che sei…. destinato ad essere.
Quando non si ha più nulla da perdere, tutto cambia, possiamo vivere per il piacere di vivere.
Non abbiamo bisogno di proteggerci da nessuno, è necessario proteggerci solo da noi stessi, perché diventiamo vulnerabili solo quando il nostro ego, fragile, insicuro e sbilanciato, viene messo in discussione. Chi progressivamente diventa “Maestro” di se stesso è in armonia ed equilibrio con l’ambiente e padrone delle relazioni che intraprende.
L’Eroe incontra gli alleati (la conoscenza, il coraggio, la virià,  la consapevolezza, l’uso del potere personale e la SPADA).
Per Guenon la spada rappresenta simbolicamente il potere spirituale, legato al Sé. Non a caso lo avvicina all’archetipo di Cristo che disse “non sono venuto a portare la pace, ma la spada”, confermando il carattere sacro e assiale di questa arma. La spada come “axis mundi”, quindi, come armonizzazione degli opposti,, equilibrio, stabilità, potenza virile.

12/6/2012 -  Settima tappa: LA RESURREZIONE ovvero la via del ritorno e l’incontro con l’Anima 
Non è la prova più grande, ma è quella definitiva. L’eroe rischia il  tutto per tutto, deve rischiare la morte per  poter rinascere. Si tratta di un ultimo attacco delle resistenze al cambiamento, dei residui di paura che però si dissimulano sotto altre spoglie. Siamo di fronte ad un’ultima prova di purificazione prima di poter tornare nel mondo Ordinario, totalmente trasformato e capace di  vivere in modo straordinario.
L'incontro con la dea ovvero con l'archetipo della Grande Madre, dea del Mondo, grembo e tomba, vita e morte, personale e universale è anche l'incontro con la donna tentatrice (l'Anima amorale, la danzatrice del mondo). L’unione e l’integrazione di questo femminile Simboleggia il completo dominio della vita da parte dell'eroe; poiché la donna è vita, ed eroe è colui che la conosce e la domina. In effetti, le tante prove che egli ha dovuto superare sono altrettanti simboli delle crisi trasformative attraverso cui egli è dovuto passare per ampliare la propria conoscenza e giungere al totale possessori sé. Ora che sa esercitare la forza e usare ciò che è, può divenatare sposo unendosi al femminile interiore..

26/6/2012 – Ottava tappa: RITORNO  AD  ITACA ovvero lo straordinario nell’ordinario
Da questa morte e resurrezione, l’Eroe esce definitivamente cambiato. È sceso nei meandri di se stesso, ed emerge con un nuovo sé. Se non l’ha già fatto, che l’obiettivo interno era più importante di quello esterno, ed è questo nuovo obiettivo che desidera perseguire. A questo punto i nodi sono venuti al pettine e si sono sciolti. La domanda posta all’inizio ha avuto una risposta.
L’eroe torna quindi nel suo Mondo Ordinario, concludendo la sua avventura, insieme all’Elisir.
L’Elisir può essere quello che all’Eroe mancava all’inizio (una persona, una condizione fisica o mentale, un oggetto) o, nel caso che l’obiettivo interno abbia preso il sopravvento, qualcosa di ancora più importante. Ma la meta, Itaca, non è mai un luogo: è un modo nuovo di vedere le cose, è l’opportunità di colmare la mancanza, di ricongiungersi con la propria natura originaria, potente e unica.  Di tornare a casa, trasformato,  sapendo che la sta vedendo per la prima volta.
C'è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L'uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da se stessi non si può fuggire.
Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l'uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l'uomo deve poter viaggiare.  (Andrej Arsen'evič Tarkovskij, Tempo di viaggio, 1983 )

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