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Memorie pagane........ … due donne si avvicinano camminando lentamente, affiancate l’una all’altra ma su due diverse strade; man mano che procedono diventa sempre più nitido il loro portamento regale, lo sguardo fiero, la testa alta… un’aquila vola sopra di loro, a osservare e proteggere il loro percorso. Sono le due Regine, una più giovane, la figlia del Grande Padre, dea della giustizia, dell’intelligenza, delle arti, Athena, nata dalla testa di Zeus. L’altra, più matura, è la regina del potere terreno, la moglie, la dea del matrimonio e del focolare domestico: Era, la donna compagna. L’una indossa l’azzurro del cielo e della temperanza, l’altra il rosso del fuoco passionale… … in un antro buio e umido, riscaldato e illuminato solo da un braciere posto al centro della stanza, abita la vecchia dea della saggezza, la “curandera” che conosce i poteri delle erbe e della natura, la strega, Ecate. Lo stesso braciere ardente sta al centro del tempio, dove la dea custode dei misteri, Estia, veglia giorno e notte… Entrambe Signore dell’interiorità, non abitano il mondo esterno ma si riparano in luoghi nascosti e lontani dalla vita mondana. … la velocità, la corsa, la sfida, il gioco, l’indipendenza e l’amore per la natura sono le caratteristiche che connotano la dea della caccia, Artemide, la più giovane e autonoma tra le dee, colei che al padre Zeus chiese un regno nel bosco e una faretra di frecce per poter vivere tra gli animali e gli alberi, suoi amici più fidati. … odori celestiali e luci soffuse escono dalla casa della dea dal corpo sacro, l’amante irresistibile a cui nessun essere sulla terra sa dire di no. Sensuale, seduttiva, magnetica, la dea dell’amore, Afrodite regna sul mondo dei sensi e della bellezza: per lei il marito Efesto crea gioielli straordinari, l’amante Ares combatte impavido e ogni uomo è pronto a sacrificarsi. … per sempre unite in un abbraccio d’amore e di simbiosi, ecco la madre e la figlia… l’una dea della fertilità e della vita, l’altra signora delle tenebre e della morte: Demetra la dea delle messi e Persefone che, rapita alla madre con violenza, diventa la regina degli Inferi attraverso le “nozze di morte” con il dio Ade. La madre, fertile e concreta, accompagna nella crescita, la figlia dapprima inconsapevole e dipendente, poi grande conoscitrice del buio e delle profondità, guida le anime e gli dei che devono “scendere” nei mondi sotterranei.
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“Ciascuna vita è formata dalla propria immagine, unica e irripetibile, un’immagine che è l’essenza di quella vita e che la chiama a un destino. In quanto forza del Fato, l’immagine ci fa da nostro Genio personale, da compagno e da guida, memore della nostra vocazione.” (J. Hillmann)
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