“Il rapporto che noi, uomini moderni, abbiamo con la natura che ci circonda è qualcosa di banale, di scontato, di estremamente superficiale; questo, non ha riscontro alcuno con ciò che era nel passato, quando cioè la Natura era parte integrante dello scenario della vita, intesa, quest’ultima, come una prova, un cammino, un dovere da compiere” Tratto da “La Spagyria del vegetale” di Francesco D’Amore, Erga edizioni
E’ una scienza antichissima che insegna a lavorare i corpi dividendoli per poi ricostruirli una volta purificati dalle impurità.
La Spagyrica verde tratta i vegetali partendo dalla pianta fresca o secca, compiendo una serie di operazioni che separano i componenti di base, ne eliminano le impurità e ricostruiscono l’individuo vegetale la cui capacità terapeutica viene aumentata con il grado di purezza raggiunto.
Mesue, medico spagyro del 600 definisce così la Spagyria: “… I medicamenti fatti con l’Arte Spagyrica, sono superiori agli altri comuni e ciò è vero, perché gli estratti così ottenuti, acquistano una nuova e più efficacia nell’operare, la quale, prima di ridursi in quella forma, era impedita da una moltitudine di parti impure che la natura ha dato ai medicamenti semplici, per la conservazione di quel puro o anima…….”
I prodotti spagyrici si distinguono da altri prodotti erboristici in quanto contengono la parte pura della pianta, che viene estratta con numerose operazioni, gli olii (che solitamente sono separati e conosciuti come oli essenziali) e cosa molto importante contengono tutti i Sali della pianta (che vengono solitamente trattati nell’oligoterapia).
Il laboratorio spagyrico è oggi dotato di moderne attrezzature ma i tempi di lavorazione delle piante rimangono quelli di una volta. Basti pensare che per un procedimento di macerazione, distillazione e calcinazione di un prodotto occorrono 40 giorni, e devono essere seguiti pazientemente gli insegnamenti dei vecchi maestri.
I processi fisici dell’Arte spagyrica che vengono applicati alle piante, permettono a quest’ultime di portare alla luce la loro parte incorruttibile e perciò dotata di energia eccezionale che è in grado di risvegliare lo stesso processo di trasformazione nell’organismo che riceve il preparato spagyrico, aiutando un naturale processo di riequilibrio.
