Alimentazione Naturale

 
 

NOI SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

Dalla colazione alla tisana della buonanotte possiamo affrontare quotidianamente una esperienza in grado di rafforzarci e trasformarci, ma solo se siamo in grado di viverla con consapevolezza.
Nutrirsi non è solo un piacere fine a se stesso, oppure uno sforzo necessario per portare avanti le attività che arricchiscono la nostra esistenza, ma è di per sé un percorso di crescita e conoscenza e quindi un'arte......alla portata di tutti!!!


 Se è un piacere ….

Mangiare sano e mangiare con gusto sembrano spesso due ideali incompatibili.
Siamo abituati ad associare mentalmente i pasti sani e leggeri con un’alimentazione da “ospedale” o con piatti sconditi e semivuoti, così come è automatico pensare che i piatti gustosi siano invariabilmente i più grassi e pesanti.
Fortunatamente le cose non stanno proprio così e possiamo approfondire l’argomento da vari punti di vista.
Sarà capitato a tutti di ritrovarsi, ad esempio, in vacanza e riuscire a digerire cibi  che a casa ci avrebbero fatto ricorrere ad ogni sorta di digestivo; a qualcuno è certamente capitato di non avere una buona digestione con piatti leggeri, almeno sulla carta, tipo riso in bianco o la classica fettina con insalata; altri possono aver notato effetti sgraditi dopo pasti consumati in ambienti carichi di tensione per motivi professionali (in mensa o al ristorante durante la pausa-pranzo), o per tensioni famigliari (a casa o dai suoceri ecc.). Anche gli stessi piatti ma abbinati a contorni diversi o vini diversi possono dare effetti completamente opposti.
Gli esempi che si possono fare sono tanti, ma ciò che ci interessa è sottolineare che gli aspetti che influenzano la qualità della nostra alimentazione sono tanti.
Un piatto non è quindi solo un carboidrato o una proteina e neppure solo 100 o 200 grammi e 1000 o 1800 calorie.
Mangiare con piacere è certamente un passo verso il mangiar sano, ma bisogna sapere cosa mangiamo.

 Cosa c’è nel piatto?

Prendiamo per esempio un comune riso con carciofi ed analizziamone alcuni aspetti “dal mercato alla pancia”. Questo piatto può essere preparato con riso bianco raffinato, o riso integrale, o semilavorato. Il riso può provenire da coltivazione biologica o meno. Può essere cotto in acqua, al vapore, in pentola a pressione o lentamente, con il brodo,insieme ai condimenti.
I carciofi possono essere freschi di stagione o surgelati, cotti con olio di palma, o burro, oppure olio di oliva extra vergine. O ancora, possono essere stufati con poca acqua e conditi con oli vegetali bio di alta qualità, ricchi di acidi grassi poliinsaturi.
Il piatto può essere completato con formaggio fuso industriale, o con parmigiano stagionato, o con prezzemolo fresco ricco di vitamine.
Possiamo, altresì,  mangiare il nostro risotto in 5 minuti davanti alla tv, oppure gustandolo con calma ad un tavolo, apparecchiato con cura e in piacevole compagnia. E ancora, possiamo trovarci in una mensa, o in un ristorante di lusso, o in un bar che scongela piatti pronti nel microonde, ecc.
Anche tralasciando le quantità e le diverse varietà di riso e di sale, il livello di cottura, i vari tipi di tegami, i contorni da abbinare e le infinite variabili legate ai luoghi ed agli stati d’animo che ci accompagnano a tavola, appare chiaro come sia difficile dire se un risotto ai carciofi è un piatto sano e gustoso, digeribile e ipocalorico oppure l’esatto opposto.
Imparare a nutrirsi o ancor meglio a recuperare la naturalezza nel rapporto con il cibo è possibile ad ogni età e qualunque sia il nostro stile di vita ed è anche certamente un investimento in salute a lungo termine.

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